Elisabetta e Nicola

Niente di nuovo sotto il sole?

posted by Don Paolo in camminareinsieme on 27/11/2022

Nella prima Domenica di Avvento, il Vangelo ci propone un tratto della riflessione di Gesù sul valore del tempo, che si manifesta nella qualità della nostra vigilanza.

Lo scorrere sempre uguale degli anni, potrebbe portarci a condividere la riflessione sconsolata e un po’ cinica del Qoélet: "Niente di nuovo sotto il sole!".

In realtà, lo scandire liturgico del tempo, che inizia con l’Incarnazione del Figlio di Dio, ha il suo vertice nella Pasqua di Gesù, ed è orientato da lui verso il Padre, vero approdo di ogni esistenza umana, chiamata in Gesù a partecipare della vita stessa di Dio. Perciò ogni anno che passa ci avvicina sempre più alla meta, è dono sempre nuovo del Risorto che si avvicina sempre di più a noi. Di anno in anno, la nostra vita sale verso la sua meta ultima, verso il suo vero compimento, preceduta e accompagnata da Cristo Risorto, che attendiamo nel suo avvento glorioso, quando il tempo avrà fine e tutti entreremo nella pienezza della Vita di Dio. Il tempo, ci dice Gesù, ha una meta che lo orienta e lo rende prezioso, non va sprecato, lasciandolo passare senza far nulla, porta in se dei segni seminati nel suo scorrere, che vanno letti con sapienza, aiutati dalla Parola di Gesù, che del tempo è il Signore, principio e fine di tutto il creato.

La prima indicazione che egli ci consegna nel Vangelo di questa domenica è la vigilanza, che significa: rimanere svegli, tenere gli occhi aperti, guardare attentamente. Gesù ci invita a riflettere sulla storia di Noè, quanto era prezioso il tempo prima del diluvio e quanto si rivelò importante viverlo costruendo l’arca.

Come fu drammaticamente diverso l’esito di quella attesa per Noè e la sua famiglia e per tutti coloro che l’hanno vissuto senza accorgersi di nulla, senza fare nulla, come nulla dovesse accadere. Vigilare significa, perciò, dar valore al tempo che abbiamo per preparare l’accoglienza del Figlio dell’uomo, che tornerà a prendere con sé gli uomini e le donne che troverà vigilanti, gli altri saranno lasciti nella loro indifferenza.
Vigilare significa, ancora, allenarsi ad accogliere oggi, in quest’anno che ci viene ancora donato, il Signore presente nei solchi della storia, tracciati dalla sua umanità.

Siate pronti, ci ammonisce Gesù, vivendo l’amore come lui l’ha vissuto, donando la vita in memoria del suo dono, riconoscendolo nel volto dei poveri, dei piccoli e degli ultimi, nei quali lui viene ora, quando meno te lo aspetti e in loro, adesso, chiede di essere accolto. Siate pronti, vivendo intensamente e con attenzione il tempo che vi è dato, come tempo di grazia, attraversandolo non con indifferenza, ma con il cuore attento e sensibile, ai segni che il Signore non fa mancare, in ogni tempo e in ogni vita, del suo essere vicino, alla porta, dove bussa perché gli apriamo come ad un amico, preparando con lui il suo ritorno ultimo e definitivo. Il fatto di non conoscere il giorno e l’ora del ritorno glorioso del Signore, diventa allora stimolo a vivere ogni giorno e ogni ora con la stessa intensità e con lo stesso amore, come fosse l’ultimo, solo così non ci lasceremo rubare il tempo e non perderemo tempo, costruendo, giorno dopo giorno, la nostra amicizia con Dio, per una vita che non avrà mai fine.

Don Paolo

 

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